Giulia Plotti

La giovane ricercatrice che con l'innovazione vuole salvaguardare il nostro pianeta

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Di recente è stato assegnato un premio piuttosto interessante da vari punti di vista, in tema con la riduzione dei rifiuti e le metodologie per apprendere come tutti noi possiamo ridurre il nostro “impatto ambientale”.

Una ricercatrice italiana, l’ingegnere Giulia Plotti, è stata premiata per un progetto molto particolare: un robot che aiuta, insegna e apprende come si riducono i rifiuti e si differenziano. Il robot ha un corpo in cartone su una componente elettronica. Precisa Giulia Plotti: “TJBot é un kit, programmabile, open source, che chiunque può comprare in internet, costruire e personalizzare a suo piacere. Prevede la funzionalità di interazione verbale (faccio una domanda/lui risponde) e si basa sui sistemi Watson di IBM, che per definizione sono “cognitive”, ovvero imparano sempre più all’aumentare del numero di dati che acquisiscono.

E’ stato pensato innanzitutto per i bambini e, pur non avendo una tempistica definita di realizzazione, il progetto è pronto alla sperimentazione, dando la priorità alle scuole.

Il robot è frutto di un progetto sviluppato in collaborazione con il team, capeggiato da Fabrizio Renzi e Silvia Peschiera, di Research & Business di IBM Italia e i laboratori IBM di Almaden e Yorktown.

Il progetto “Tracy” é stato premiato in seno a un concorso Innovation & Circular Economy organizzato da ISSNAF .- Fondazione degli scienziati dei ricercatori in Nord America- e Intesa San Paolo.

Abbiamo dimostrato a Giulia Plotti il nostro interesse e richiesto di rimanere in contatto per capire come procede la sperimentazione, sperando di poter avere un prototipo o anche soltanto un video che mostri come funziona il robot nella prossima edizione della mostra “L’Araba Fenice: riuso funzionale, riciclo artistico” a Palazzo Lomellini, Carmagnola.

Insegnare ai ragazzi come ridurre e differenziare i rifiuti è l’obiettivo di Tracy, il progetto premiato da ISSNAF e Intesa San Paolo

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