Giancarlo Laurenti

Giancarlo Laurenti è nato il 17 settembre 1948 a Carignano (TO), dove vive e lavora. Ha frequentato la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed ha al suo attivo molte personali e collettive, nel corso delle quali ha conseguito premi e riconoscimenti in ambito nazionale.
Pur coltivando fin da giovane, come autodidatta, la passione per l’arte, concretizzata nella realizzazione di dipinti, sculture in legno e in materie plastiche, fu costretto per anni, per esigenze di lavoro, ad una interruzione materiale di quella attività e alla rinuncia temporanea alle esperienze espositive in mostre personali e collettive. La sospensione, tuttavia, non fu motivo di abbandono della pratica artistica, proseguita e arricchita invece con lo studio, le letture, i viaggi e le conoscenze acquisite, in emozioni e sensazioni, anche in città e paesi lontani. Tra questi, in particolare, la permanenza in Tanzania, a contatto con l’arte Makonde, fu motivo di profonda influenza sulle sue ricerche dedicate alla scultura lignea, come testimoniano molte delle opere realizzate a partire dalla ripresa sistematica del suo mestiere plastico figurativo, accanto alle tele, in parte anch’esse dedicate alle suggestioni dei paesaggi africani. Infatti, proprio qui Giancarlo Laurenti ebbe modo di incontrare e frequentare i maestri scultori del legno, da cui ha tratto preziosi insegnamenti, di cui le sue opere conservano intense suggestioni e una precisa memoria. Da loro, straordinari artisti dell’ebano, ha appreso da vicino, direttamente, a dare espressione concreta alle idee e cioè, facendola emergere alla dimensione della corporeità e conferendo presenza fisica all’intuizione creativa.
Così Laurenti, ‘ritrovando’ tronchi e rami, ad esempio quelli abbandonati dalle piene del fiume, il Po, anneriti dal tempo (e in ciò interviene la memoria e la sapienza Makonde nella lavorazione dell’ebano) e talvolta prossimi alla loro trasformazione in fossili, intuendo nella spontaneità delle loro forme una carica di potenzialità espressive, prende a lavorarli, prima con interventi conservativi e poi manipolandoli e integrandoli quanto basta per conferire loro una nuova identità. L’opera pittorica, per lo più paesaggi, nella sua essenzialità compositiva, quasi sempre è fatta di piani, di deserti e di savane, di cieli infuocati e di notturni, o quasi tali, perché colti nel rapido trascolorare dal giorno alla notte, come accade non lontano dall’Equatore. Infatti, sono il fuoco e il vento, sempre, a plasmare la terra e, dove occorra, con l’aiuto della mano dell’uomo, la materia; altrimenti, provvede il vulcano.
Se i temi paesaggistici di Laurenti si offrono come una metafora in cui si sublima in armonia la poesia dei colori, la sua scultura, spaziando tra materiali metallici, plastici e lignei, ricerca la traduzione dell’idea in forma, in cui, attraverso l’azione compositiva, si sublima l’essenza della materia: i concetti si fanno oggetti.

Pin It on Pinterest