Marco Roascio

Nasce come sperimentatore di soluzioni grafiche su carta, utilizzando punte fini da 0,2 mm con le quali distribuisce lachina dapprima rigorosamente nera, poi via via colorata. Tra le mille sfumature che ne emergono, a livello cromatico, alcune di queste  fanno pensare a possibili ulteriori utilizzazioni del prodotto. Arrivano così nuovi materiali da disegnare: la pietra levigata di mare, il legno, il polistirolo espanso e persino alcuni vegetali quali mandarini, limoni, zucche, avocadi. Senza parlare delle uova, numerose negli anni 2002 e 2003.

Il 2004 porta una sorta di rivoluzione: arriva la pittura effettuata con il pennello. Ma la trama, le cellette da riempire con il colore, sono sempre le stesse, a china! Via via, l’uso dell’acrilico crea una gran passione che si tramuta in molte opere su legno e, dal 2007, anche su sughero. Il  sito internet personale www.arte81.it ne suggella alcune.

Sempre nel 2007 prende il via il nuovo filone “produttivo” chiamato CABALINGUISTICA. Attraverso l’anagramma si lavora sull’attualità e si creano opere che sono visibili nel sito www.cabalinguistica.it

Non si può, per completezza di informazione, non parlare del Marco Roascio ludolinguista e convinto sostenitore della grandezza di illustri personaggi quali Perec e Queneau. Piccolo piccolo di fronte a questi grandi miti, intrapre e porta a termine, dopo nove anni, sette mesi e cinque giorni di piacevole vicinanza ai personaggi narrati dall’illustre francese, una riscrittura de “I MISERABILI” di Victor Hugo. Particolarità perseguita e caparbiamente ottenuta, quella di non aver mai utilizzato la vocale “o” se non per citare nomi di persona e/o di luoghi.

Un altro lavoro intrapreso, e non ancora terminato, è quello relativo alla versione tautogrammatica de “Il Castello” di F. Kafka, utilizzando la seguente formula: “17 o 34 ”. Da interpretare in questo modo: 17 parole che iniziano con una singola lettera, alternate ad altre 17 o 34 che iniziano con altra lettera dell’alfabeto italico. Le ha utilizzate, almeno una volta, quasi tutte; a parte la “H ”, la “T”, la “U” e la “Z”.

Nei primi anni ’90 Marco è collaboratore, in chiave ludolinguistica applicata al mondo dell’atletica, presso la rivista nazionale “Correre”. Sempre in tema ludolinguistico pubblica, nel 1992, presso le Edizioni del Delfino Moro, il volume Mal d’Auto(re).

Dal 2001 al 2005 accumula un certo numero di pubblicazioni presso un pionieristico giornale online della provincia di Cuneo, pmnet.it. La cosa gli consente, nell’ottobre 2005, di diventare giornalista pubblicista. Attualmente scrive per il giornale online targatocn.it

 

 

 

Ma, lasciando stare la generazione letteraria, va detto che la pittura rimane una costante della produzione artistica Roasciana. Un significativo ritorno a visioni POP-ART caratterizza l’attuale fase artistica dell’artista ligure ma piemontese di adozione.

Il ritorno, dalla seconda parte del 2009, a temi “storici” ripresi dagli anni precedenti, caratterizza l’attualità  che vede racchiuse molteplici stili e modalità espressive, all’insegna della divulgazione che non può mancare se si vuole portare a conoscenza di un’esperienza che, mentre fa, crea il modo di fare. Negli ultimi tempi , particolare attenzione è stata data alla revisione di manifesti rinvenuti per strada. Fotografati ed elaborati sulla carta fotografica in formato 50 x 70 cm, attraverso il lavoro grafico con pennarello indelebile ed il succesivo colore acrilico disteso nelle “cellette” approntate sulla foto, tali manifesti diventano colorati e vivi. Un modo per salvarli dall’oblio.

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